Nudo d’arte | Nudo nella fotografia

Puntata di Buonasera Signorina del 19/10/2015 dedicata al  nudo femminile nella fotografia.

Nudo feminile

I prefer the crocus…, 2015 © Tatjana Todorovic

La puntata d’ottobre e’ stata dedicata alla rappresentazione del corpo umano, al nudo nell’arte – inclusa la fotografia….

Il pregiudizio della nudità è stato il primo percepito dopo il peccato originale, cioè, l’imbarazzo per la propria nudità è stato il primo giudizio in assoluto espresso dall’uomo (Adamo) che per la prima volta decideva da solo che cosa fosse IL bene e che cosa IL male.

In fondo, lui sempre nudo era,  come si suol dire, nella grazia di Dio; MA, la sua neo-acquisita capacità di giudizio lo ha spinto subito verso un pregiudizio e conseguente senso di colpa. Un casino insomma.

Nudo feminile

Melody, 2015 © Tatjana Todorovic

Avete mai pensato di farvi fotografare come vi ha fatto la mamma? Sappiate che stareste in ottima compagnia.

Al giorno d’oggi, la lista di star che si sono fatte fotografare (nude) è più lunga di quelle che non l’hanno fatto, e contrariamente al luogo comune che ciò si fa quando si è giovani e quando bisogna lanciare la propria carriera – ci sono sempre di più casi che dimostrano il contrario.

Cindy Crawford, Demy Moore, Kim Kardashan e molte altre si sono fatte ritrarre nude con i pancioni in avanzato stato di gravidanza.

Il nudo è sempre più sottolineato anche nel ambiente della moda. Basta vedere la gara di trasparenze eloquenti, durante il red carpet di MET Gala tra Bionce, Jennifer Lopez e Kim Kardashan. Poi, ci sono Irina Shayk e Rita Ora, senza veli ed anche l’intimo, al Vanity Fair Oscar Party, e molte altre, tutte sull’onda del peek-a-boo gowns trend… Si chiama così.

Nudo feminile

Said red haired child.. , 2015 © Tatjana Todorovic

Premesso che il nudo artistico è la rappresentazione del corpo umano in stato di nudità, le connotazioni assegnate ad una tale rappresentazione variano drasticamente da epoca a epoca linearmente proporzionali ai sistemi dei pregiudizi in voga.

Detto questo, tutto iniziò agli albori della civiltà con le Veneri paleolitiche, come la Venere di Willendorf, di fianchi generosi e seni sporgenti e simbolismo fallico dall’altra parte. Tutto all’insegna della fertilità.
Con il progresso il gioco si fa più raffinato per raggiungere il culmine prima nell’antica Grecia, e poi Roma, con la celebrazione del corpo umano nudo come personificazione degli ideali di bellezza, salute, equilibrio.
Durante il medioevo le idee si confondono ma tutto si risolve con l’arrivo del Rinascimento. Torna la narrativa della personificazione e vengono sfornati dei grandi capolavori di spiritualità viscerale.

Comunque anche qui, non senza alti e bassi nella censura da parte delle autorità anche ecclesiastiche. Molti di questi capolavori hanno successivamente subito gli interventi pittorici per coprire i genitali come la famosa “campagna delle foglie di fico” che riguardava il Giudizio Universale di Michelangelo nella Cappella Sistina.

Nudo feminile

White roses, 2015 © Tatjana Todorovic

Tra i lavori più esplicativi della connotazione del nudo nel periodo Rinascimentale ed anche uno dei più criptici e più studiati nella storia dell’arte si colloca sicuramente ‘Amor sacro e Amor profano’ di Tiziano Vecellio, dipinto intorno al 1515.

Secondo l’interpretazione neoplatonica, le due donne, una abbondantemente vestita e l’altra abbondantemente svestita, cioè messe in contrapposizione, sono la Venere terrena e quella celeste.

La figura nuda è la Venere celeste e rappresenta la bellezza universale e spirituale. Tutto è all’insegna della consapevole leggerezza. Intorno al suo corpo nudo un tessuto prezioso ondeggia senza gravità. Lei solleva un brucia incenso come simbolo di purificazione ed illuminazione, sembra proprio tornata allo stato primordiale che trascende la sapienza. E forse è proprio lei, LA SAPIENZA, data in offerta al fuoco d’incenso. Sullo sfondo c’è un paesaggio sereno, i colori del tramonto, un borgo sul lago, il campanile di una chiesa.

La figura vestita invece è Venere terrena, porta un vestito e super coprente, persino i guanti. Lo sfondo e ombroso, c’è una fortezza con la torre, l’atmosfera è impregnata di tensioni e turbamenti.

Nudo feminile

Still undecided whether to…, 2015 © Tatjana Todorovic

Dopo il Rinascimento la strada con qualche deviazione è andata abbastanza in discesa per arrivare ai casi limite della celebrazione dell’effimero con i quadri porno-iperrealistici della serie ‘Made in Heaven’ di Jeff Koons con la sua ex moglie Cicciolina.

La tendenza ha avuto una notevole accelerazione grazie ad avvenimento della fotografia che ha facilitato le sperimentazioni. Due figure importanti ii questo processo sicuramente erano il dadaista Man Ray ed il protagonista della scena newyorkese negli anni ’70, Robert Mapplethorpe.

Direi che una grande spinta l’ha data anche l’invenzione di Polaroid. Trattasi di camera che usa self-developing film per sviluppare le foto in tempo reale subito dopo la ripresa, cioè senza passare per un laboratorio o le mani altrui Questa instant-technology ha permesso a tutti di sperimentare le proprie tentazioni in piena discrezione. L’ha usata agli inizi anche lo stesso Mapplethorpe che, a questo proposito, ha dichiarato: “it felt more honest”.

Nudo feminile

By courtesy of enchantment, 2015 © Tatjana Todorovic

Prima di arrivare a “ormai non ci sorprende più nulla” di oggi, il nudo d’arte ne ha passate di cotte e di crude, prestandosi alle manipolazioni espressive dei vari movimenti artistici.

Cosa non gli hanno fatto il cubismo, il futurismo, il dadaismo e poi il surrealismo.
Cosa dire, ogni epoca ha il nudo che si merita, e dopo le manipolazioni decostruttive, e distruzioni varie agli albori della seconda guerra mondiale, passato ciò, anche il nudo si è ripreso ed ha intrapreso altre vie e nuove avventure.

Sull’onda del machismo militare arrivano le pin-up americane, presto snobbate dal movimento femminista e dalle nuove tendenze come il pop, che accoglie il feticismo all’avanguardia ed apre le porte all’approccio “sorprendimi se puoi”.

Insomma, le riflessioni-provocazioni sulla sessualità, propria o altrui, van di moda.

I fotografi che hanno intrapreso questa strada sono tanti, tra i più famosi ricordiamo il dark-glamour-fetish-style di HelmutNewton, elegante classico, quasi statuario Robert Mapplethorpe, sorprendente e geniale Erwin Olaf , colorato ed artificiale David LaChapelle, macabro Bruce LaBruce, e molti altri.

Nudo feminile

Suntuosa, 2105 © Tatjana Todorovic

D’altro lato,  il nudo d’arte ha intrapreso anche altre vie. Forse “gli effetti speciali” ci hanno stufato, forse si cerca la connessione profonda che si è persa, forse è una nostalgia per la poesia… Chissà che cosa è successo, ma di fatto si sta affermando sempre di più un ripensamento in chiave retro’. E quando dico retro’ non mi riferisco soltanto all’approccio stilistico. In fotografia, c’è una decisa tendenza al ritorno dell’analogico: film, polaroid ed anche wet plate.

Atmosfere particolari si respirano in questi lavori.
Sono volutamente imperfetti, preferiscono le suggestioni alle rappresentazioni, sono decisamente poetici ed eterei;
creano sensazioni intimistiche che coinvolgono e coccolano, dissolvono la fisicità, la rendono distante.

Tra gli artisti che mi piacciono di più, ci sono sicuramente i fotografi americani: Eric Rose, Stefanie Schneider e Susan De Wit, e la brasiliana, residente in California, Mona Kuhn.

Nudo feminile

Indian summer, 2015 © Tatjana Todorovic

Riflettendo su quanto detto finora, mi viene di fare un parallelismo. Per fortuna io non sono una critica d’arte e, in tal senso, la mia riflessione è del tutto laica, ma pensando a Michelangelo e Koons non riesco a non fare certe connessioni.
Quando il primo ha dipinto il ‘Giudizio Universale’ era accusato di immoralità e intollerabile oscenità, più adatto a un bagno termale che a una cappella.
Il Koons a sua volta è stato accusato come produttore di porno trash.
Del resto, lo status di Michelangelo di allora è sicuramente paragonabile allo status di Koons di oggi, ovunque acclamato con prezzi da capogiro, un’assoluta autorità che nessuno osa contrastare.

E a questo punto, forse il segreto di un tale successo si nasconde proprio lì, nell’essenza rappresentata dalla Venere celeste del dipinto di Tiziano. Libera da tutti i limiti, trascendente dal pensiero razionale e al di sopra di ogni giudizio…

Nudo feminile

First snow, 2015 © Tatjana Todorovic

Scelta musicale per la puntata – Jazz di Paolo Frezu:

Paolo Fresu & Uri Caine – Si dolce é il tormento (5:25)

Paolo Fresu – Passalento (5:30)

Principessa – Paolo Fresu, Richard Galliano, Jan Landgren (4:35)

I fall in love too easily – Paolo Fresu (2:80)

Paolo Fresu, Richard Galliano, Jan Lundgren – Mare Nostrum (5:50)

Paolo FRESU – LULLABY FOR UGO ninna nanna per Lele (5:13)

Paolo Fresu Quintet-La danza delle ombre (5:40)

Richard Galliano, Paolo Fresu, Jan Lundgren – Que Reste-T-Il De Nos Amours (4:30)

Paolo Fresu – No Potho Reposare (7:23)

Per sentire la puntata: Salto WereldFM on demand

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tatjana

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